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Messaggero Veneto - giovedì 31 dicembre 2009
Un bilancio sociale per la crisi di aziende e famiglie
PRADAMANO. Un bilancio improntato sul sociale per far fronte alla crisi che ha colpito aziende e famiglie del territorio. Per il 2010 l’amministrazione comunale di Pradamano ha deciso di continuare sulla strada intrapresa già negli scorsi anni, ossia quella del finanziamento ai settori del sociale. Una presa di posizione ribadita nel corso dell’ultimo consiglio comunale durante il quale sono stati approvati il bilancio di previsione 2010, la relazione previsionale e programmatica e il bilancio pluriennale 2010-2012. Un bilancio che nonostante un pacifico dibattito di circa quattro ore non è stato esente da critiche da parte dell’opposizione. «Abbiamo privilegiato il settore del sociale e socio-assistenziale – fa sapere il sindaco di Pradamano, Gabriele Pitassi – perché è sempre stato uno dei nostri punti di forza e continua a esserlo anche in questo momento di particolare difficoltà per tutti». Quindi scuola, anziani e bisognosi in genere resteranno al centro dell’attenzione della giunta Pitassi anche per il prossimo 2010. Ma se questa è la linea seguita dal sindaco Pitassi e dalla sua maggioranza, la vedono in tutt’altro modo i consiglieri di opposizione che hanno considerato insufficienti le misure proposte per fronteggiare la crisi economica. «Basti pensare che al referato più importante quello alle attività produttive e commercio retto dall’assessore Copetto – attacca il capogruppo di minoranza, Leonardo Piccoli – è stata attribuita una disponibilità pari all’uno per cento delle risorse disponibili, ossia 12 mila 400 euro, e quello ai lavori pubblici retto dal vicesindaco Mossenta solo 123 mila euro di disponibilità pari all’undici per cento delle risorse». Insomma, secondo Piccoli, «questi indicatori sono lo specchio di un indirizzo politico che va nel verso opposto a quanto la comunità tutta si aspettava, anche a seguito della vicenda Gros Market che ha occupato la cronaca locale e continuerà a farlo». Accuse a cui replica il primo cittadino Pitassi: «Il bilancio di una pubblica amministrazione non è quello di un’impresa, non siamo qui a finanziare aziende private, ma a sostenere chi ha perso un lavoro e questo lo si fa attraverso le politiche sociali». Infine, ricorda il sindaco Pitassi, «il bilancio 2010 soffre di un gap negativo che va dai 250 ai 300 mila euro, contando anche i mancati introiti dell’Ici». Gianpiero Bellucci