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Messaggero Veneto - giovedì 24 dicembre 2009
Regolamento edilizio, l'opposizione critica
PRADAMANO. Corrette le intenzioni, ma sbagliata la strada intrapresa. Dopo l’approvazione da parte del consiglio comunale di Pradamano delle integrazioni al regolamento edilizio, per incentivare il risparmio energetico, il gruppo di opposizione Essere comunità ribadisce le sue posizioni e affonda le critiche al modo in cui l’amministrazione ha intrapreso questa nuova strada. «Condividiamo il segnale politico e sociale che questa norma introdurrà e la nostra astensione al momento del voto in consiglio – fa sapere Leonardo Piccoli, capogruppo della lista civica Essere comunità – è stata motivata solamente dal fatto che non condividiamo l’articolato proposto, confuso ed economicamente contraddittorio per i consumatori». Insomma, secondo l’esponente di opposizione Piccoli, il regolamento proposto dal vicesindaco Enrico Mossenta non agevolerebbe né i cittadini né gli operatori del territorio. «Abbiamo proposto un emendamento per ampliare le agevolazioni anche alla riqualificazione degli immobili esistenti, vera urgenza del territorio, e su questa proposta anche l’assessore Copetto si era espresso favorevolmente, anche perché era finalizzata a rivitalizzare quella filiera edilizia oggi in difficoltà e che con l’allargamento richiesto avrebbe permesso a molte piccole imprese artigiane di ipotizzare un futuro lavorativo migliore». Un altro aspetto che la lista Essere comunità ha sollevato riguarda in particolare le produzioni artigianali locali. «La certificazione Casa clima prevede, oltre che rigide procedure di controllo, anche l’utilizzo di materiali certificati che per la maggior parte – continua Piccoli – provengono dall’estero e quindi il rispetto del protocollo in questo momento vorrebbe dire rinunciare alle produzioni artigianali locali che attraverso la spinta dell’assessore provinciale Teghil si stanno organizzando congiuntamente alle associazioni di categoria per un protocollo provinciale». Un protocollo, conclude Piccoli, «che darà linfa alla filiera immobiliare e non avrà ricadute economiche nei confronti dei consumatori i quali oggi con la norma votata dall’amministrazione si vedrebbero penalizzati di circa un 15% nel costo della costruzione». Gianpiero Bellucci