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Messaggero Veneto - sabato 14 agosto 2010
Pitassi a Piccoli: buon senso, non sacralità
PRADAMANO. Una questione non di sacralità, ma di buon senso. «Un concetto assodato e indiscutibile. Di fronte a situazioni particolari, sono le persone che devono dimostrare buon senso». Dopo l’intervento del capogruppo di minoranza in consiglio comunale, Leonardo Piccoli, a replicare è il sindaco di Pradamano, Gabriele Pitassi. E al centro c’è sempre il cimitero. Una questione nata in occasione dell’ultimo consiglio comunale e trascinata al di fuori, in uno scontro a distanza tra le due fazioni opposte. «Il consigliere Piccoli – chiarisce Pitassi – aveva ricevuto per tempo il testo del regolamento di polizia mortuaria da approvare, ma anziché rimanere sul tema specifico ha preferito divagare, come gli succede spesso, con argomenti che nulla centravano con il punto posto all’ordine del giorno». Nel suo attacco al capogruppo di opposizione, il sindaco Pitassi ricorda anche come, «durante la campagna elettorale dello scorso anno, Piccoli si concentrò quasi esclusivamente sul parco Rubia e sul suo utilizzo. I risultati elettorali hanno dimostrato che la gente ha a cuore altre problematiche sulle quali ha concentrato la propria attenzione, premiando alla fine la Lista civica Pradamano». Da qui, dunque, lo scontro tra Pitassi e Piccoli si è concentrato sul tema del cimitero. «Il rispetto di questo luogo – attacca Pitassi – è una cosa, altro è quello che estremizza strumentalmente Piccoli. Ma questo è solo ed esclusivamente collegato all’uso che del parco Rubia si fa in questi giorni». L’averlo realizzato, continua il primo cittadino, «è motivo di soddisfazione per questa amministrazione proprio perché il nostro territorio comunale ne era completamente sprovvisto e se ne sentiva la necessità». E ancora: «Credo che confondere il rispetto, con la possibilità di incontrarsi e di socializzare sia totalmente fuorviante e fatto solo con la speranza di racimolare qualche consenso. E mettere sullo stesso livello quello che è il senso profondo della morte e il rispetto per le persone che sono nel dolore con il divieto di accesso ai cani sia veramente deprecabile». Infine, una battuta a Piccoli, «così fine osservatore, che invece dimostra di non conoscere neppure il territorio. Ma cosa c’era sui terreni del parco Rubia prima di diventare parco? Si informi». (g.bel.)