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Messaggero Veneto - martedì 15 settembre 2009
Parte da Pradamano la crociata anti-slot machine
PRADAMANO. Parte da Pradamano la crociata anti-slot machine e poker machine. Sono quelle macchinette “mangiasoldi” presenti in molti bar e locali di tutto il territorio nazionale che rappresentano uno svago per molti, ma anche una malattia per tanti altri. Una malattia che può mettere e ha messo in guai finanziari più di qualcuno. Per questo, dai banchi di minoranza del consiglio comunale di Pradamano, parte un’offensiva contro queste «macchinette mangiasoldi». Così, almeno, le definisce il capogruppo di minoranza, Leonardo Piccoli. Da lui parte la proposta di eliminare slot o poker machine dal territorio comunale. Una proposta che sarà formalizzata in uno dei prossimi consigli comunali. «Questa crisi occupazionale – sostiene Piccoli – sta mettendo in difficoltà parecchie persone, le quali già deboli per lo stato sociale in cui versano vengono attratte da queste diaboliche macchinette mangiasoldi e lo spettacolo è sotto gli occhi di tutti. Nei locali spesso si vedono adulti intenti al gioco vantarsi nel caso di una, rara, vittoria alla presenza di ragazzini ai quali passa il messaggio del guadagno facile». Una situazione che secondo l’esponente della minoranza non può proseguire. «Ma che razza di indirizzo educativo è questo? Sono arrabbiato nel vedere queste situazioni sotto gli occhi di tutti, incuranti del danno psicologico e sociale che ciò crea, senza parlare del danno economico ai cittadini già in difficoltà», continua Piccoli. Ma oltre all’iniziativa che intende portare avanti in consiglio comunale, Piccoli si è già attivato su altri fronti: «Ho parlato con alcuni sacerdoti della diocesi udinese, ricevendo il loro pieno appoggio», fa sapere. La politica «ancor prima di pensare alle imposte e all’erario deve pensare al messaggio educativo e questo non lo è per niente. A uno dei prossimi consigli comunali – conclude Piccoli – proporrò la discussione su questo scempio commerciale e sociale, magari Pradamano sarà il primo Comune italiano ad avere avuto questo coraggio, ma è alla politica che spetta l’obbligo di disegnare un indirizzo socialmente utile e difendere le famiglie da questa mercificazione generalizzata e incurante dei danni che crea e creerà in un momento come l’attuale di grande crisi economica». Gianpiero Bellucci