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Messaggero Veneto - giovedì 31 dicembre 2009
Nuova luce sulle strade di 10 comuni: finanziato un progetto da due milioni
CIVIDALE. Primi in regione, nella graduatoria dei Comuni ammessi a beneficiare dei fondi della legge 17/08 per il finanziamento di interventi tesi a migliorare la vivibilità nelle comunità locali: con un progetto sul risparmio energetico e sulla prevenzione dell’inquinamento luminoso l’associazione intercomunale guidata da Cividale e composta da Buttrio, Corno di Rosazzo, Manzano, Moimacco, Pavia di Udine, Pradamano, Premariacco, Remanzacco e San Giovanni al Natisone si è aggiudicata due milioni di euro per procedere alla sostituzione di quasi duemila corpi illuminanti. Sbaragliata una concorrenza agguerrita e folta: erano ben 170, infatti, i piani presentati. Un milione 600 mila euro saranno erogati dalla Regione, la rimanenza verrà coperta dai Comuni. «Esprimo grande soddisfazione, a nome di tutti i sindaci coinvolti – commenta il primo cittadino di Cividale, Attilio Vuga –: l’azione che verrà posta in essere grazie al contributo concessoci è il frutto di una linea operativa su cui abbiamo puntato con convinzione, quella di progettualità capaci di coinvolgere tutti i Comuni dell’associazione. Ne sono già derivati due importanti interventi, il posizionamento di pannelli fotovoltaici a servizio dell’acquedotto Poiana e di altri sulle scuole; è in itinere, inoltre, la progettazione di una lunga pista ciclabile. Questo programma, ora - che ci ha appunto regalato la prima posizione nella classifica regionale -, si impernia sempre sulla filosofia del risparmio energetico, mirando anche alla prevenzione dell’inquinamento luminoso e al risparmio nella manutenzione ordinaria. Si agirà sui quadri elettrici e sui corpi illuminanti esistenti: ne saranno sostituiti circa 2.000 sugli attuali 8.850, quindi un’alta percentuale». L’innovazione garantirà una riduzione dei consumi energetici di oltre un milione di kwh all’anno, pari a circa 237 tonnellate equivalenti di petrolio, con un calo di emissione di anidride carbonica di 684 tonnellate annue. A livello di spesa, rispetto all’attuale si potrà risparmiare fino al 70%. Gli apparecchi illuminanti, che si avvarranno di sorgenti a led e delle teconologie dei semiconduttori, avranno costi di manutenzione bassissimi (dal momento che la necessità di opere manutentive è cinque volte inferiore a quella manifestata dalle lampade in uso) e dopo le 23 entreranno in regime di funzionamento ridotto. La loro durata sarà garantita fino a 100 mila ore, pari ad 11 anni di attività. «Ora attendiamo la firma dell’intesa - annuncia Vuga -: a quel punto si potrà dare l’incarico per la progettazione definitiva. Il progetto sarà concretizzato in sei mesi, dunque in tempi contenuti. Questo piano di sostenibilità ambientale vuole, naturalmente, rappresentare il primo passo per una progressiva sostituzione di tutti i corpi illuminanti pubblici». Lucia Aviani