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Messaggero Veneto - domenica 27 dicembre 2009
Gros market, un Natale di protesta. Auguri e brindisi amari in azienda
PRADAMANO. Hanno dormito su quel capannone per cinque notti. E anche durante le feste i lavoratori del Gros market si sono dati appuntamento in via Nazionale 1 per brindare tutti insieme e per far sentire ancora una volta la loro voce. Nella speranza che lunedì a Roma si arrivi alla firma del tanto agognato accordo. Altrimenti la loro protesta continuerà. In quale forma lo decideranno tutti insieme i 30 dipendenti del magazzino all’ingrosso che dal 10 dicembre è rimasto chiuso. L’azienda avrebbe voluto chiudere il 31 dicembre ma non essendoci ancora la certezza della cassa integrazione in 4 sono saliti sul tetto dello stabilimento e da lì non sono più scesi fino a quando, davanti al prefetto Ivo Salemme, non è stato raggiunta una pre–intesa. Così Daniela Sclauzero di 51 anni, Mauro De Marco di 43, Roberto Nonino di 41 e Ramon Manganelli di 43 sono diventati gli “irriducibili”. E la Gros market ha deciso di chiudere prima l’attività. Ieri, gli irriducibili erano di nuovo tutti insieme per brindare con i colleghi, pronti a riprendere la protesta se le cose dovessero andare male. «In Prefettura – spiegano – è stato firmato un documento che impegna l’azienda a concedere un anno di cassa integrazione, a incentivare la mobilità, a ricollocare i lavoratori nell’eventualità di una riapertura nel sito». Nel primo vertice a Roma tra azienda, Ministero, Regione e sindacato però, non è stato raggiunto un accordo. E così le parti si ritroveranno lunedì. «L’atteggiamento dell’azienda non è stato molto positivo – sottolinea Abdou Faye della Filcams Cgil che accompegnerà i lavoratori nella capitale –, i loro dirigenti non hanno fatto alcuno sforzo per chiudere subito la trattativa. Grazie al sostegno della Regione, dei Comuni di Pradamano e Udine e anche del Ministero, ci auguriamo però che le cose possano cambiare. Come incentivo alla mobilità l’azienda ci ha offerto 3 mila euro, ma per chiudere vogliamo arrivare almeno a 6 mila. E poi abbiamo chiesto di valutare l’opportunità di un secondo anno di cassa integrazione, ma anche su questo fronte non c’è stato un segnale di apertura. La speranza però è che lunedì si arrivi a un accordo definitivo». In caso contrario gli irridicubili e i loro colleghi continueranno la loro protesta. E non escludono nuove, clamorose, iniziative. Cristian Rigo