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Messaggero Veneto - sabato 12 dicembre 2009
Gros market, lavoratori accampati sul tetto
Quattro lavoratori del Gros market di Pradamano da ieri mattina sono sul tetto del magazzino di via Nazionale 1 per protestare contro la chiusura dello stabilimento. E da lì, finché non avranno rassicurazioni da parte dell’azienda, non intendono scendere. “Armati” di viveri e sacco a pelo sono decisi a restare sul tetto a oltranza. A chi gli chiede spiegazioni parlano di dignità e rispetto. La dignità è la loro, «quella cui avrebbero diritto tutti i lavoratori» e che invece è stata «calpestata dai dirigenti della Gros market», perché «dopo anni di sacrifici e rinunce passati a lavorare senza riscaldamento né aria condizionata in un capannone dove pioveva dentro ci hanno comunicato con un fax che saremmo rimasti a casa». Il rispetto è quello che pretendono oggi. Altrimenti non scenderanno dal tetto che hanno occupato ieri mattina dopo l’ennesimo tentativo fallito di aprire un dialogo con i vertici del gruppo Lombardini. «Quest’estate ci hanno parlato di tagli – ricorda il segretario della Filcams, Claudio Caporale – eravamo disposti a trattare a fronte di un piano di investimenti. Ma non c’è stata nessuna apertura. E poi, senza alcun preavviso, ci hanno comunicato con un fax l’intenzione di chiudere il magazzino il 31 dicembre e lasciare a casa. Dicono che stanno aspettando la convocazione da parte del Ministero, ma che senso ha aprire un tavolo di crisi se l’attività è già chiusa? Così c’è il rischio che i 30 lavoratori perdano anche la cassa integrazione straordinaria per cessata attività. E comunque noi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione». Ecco perché, pur avendo cercato di far desistere i 4 lavoratori dall’iniziativa, la Cgil condivide i motivi della protesta tanto che sul magazzino sventolano le bandiere rosse del sindacato. Ed ecco perché, giovedì sera, i lavoratori hanno occupato lo stabilimento: in 4 hanno dormito tra i bancali. Immediata la replica della Gros market che non appena ha saputo dell’azione dei dipendenti ha deciso di chiudere il magazzino in anticipo: non più il 31 dicembre come annunciato dal famoso fax, ma ieri. Ma l’occupazione non si è interrotta. Dopo esser stati costretti a uscire dal magazzino i quattro lavoratori hanno accatastato un centinaio di bancali in legno e si sono “arrampicati” sul tetto. A rifornirli di panini e bibite sono i colleghi. Così da quel momento non sono più scesi. Sul posto sono intervenuti polizia, carabinieri e anche il sindaco di Pradamano, Gabriele Pitassi: tutto inutile. I manifestanti non sono scesi nemmeno quando di sera la Protezione civile ha allestito una tenda e un fungo davanti al magazzino. «E non scenderemo – dice Daniela Sclauzero, 51enne, dipendente della Gros market da 18 anni – finché non avremo delle risposte: non possiamo pagare noi colpe di altri». Insieme a lei sul tetto ci sono Roberto Nonino di 41 anni, Mauro De Marco e Ramon Manganelli, entrambi di 43. «Ai miei figli – si confida Roberto – ho detto che passeremo un Natale un po’ diverso». Col papà sul tetto del “suo” magazzino per gridare a tutti che «la crisi non è finita e non finirà se a pagare il conto saranno sempre i lavoratori e le loro famiglie». di Cristian Rigo