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Messaggero Veneto - martedì 17 agosto 2010


Festa dei borghi, Mossenta al contrattacco

PRADAMANO. Prima attraverso un volantino, «forse per il caldo di luglio, denigra i volontari delle associazioni», poi, «in agosto, con le piogge, a mezzo stampa, si scusa». Insomma solo «molta confusione che non ci fa capire dove stia la verità». I due protagonisti della lite di Ferragosto sono il vicesindaco di Pradamano, Enrico Mossenta, e il capogruppo di opposizione, Leonardo Piccoli. Con quest’ultimo che accusa l’amministrazione comunale e, in particolare, il vicesindaco per la gestione della Festa dei borghi e per l’utilizzo del parco Rubia. «La festa – afferma Mossenta – è stata organizzata dall’amministrazione comunale e in particolare dal comitato giovani. Per questo è stata chiesta la collaborazione alle associazioni che, come “Il Pozzo”, si sono rese disponibili con i propri volontari a offrire un servizio». E proprio sull’associazione “Il Pozzo” si è concentrata l’attenzione di Piccoli, che ha accusato Mossenta di «superficialità nella concessione in uso del chiosco» e per il fatto che l’associazione avrebbe «arbitrariamente applicato, incurante dei cittadini fruitori, prezzi eccessivi sul caffè». «Penso – continua Mossenta – che denigrare prima e scusarsi poi generi soltanto molta confusione: dove sta la verità?». Sulla questione dei prezzi applicati, Mossenta tira fuori il Comune. «L’amministrazione comunale – dice – non entra e non vuole entrare nell’autonomia decisionale dell’associazione, imponendo alcunché. Ricordo – continua – che i soldi raccolti dall’associazione durante questa iniziativa servono a finanziare attività sportive e culturali rivolte a tutti i cittadini della nostra comunità e non solo». E anche se il caffè costasse il doppio, «personalmente – afferma il vicesindaco – pagherei volentieri sapendo che i soldi andrebbero a finanziare attività benefiche e utili alla società». Per Mossenta, «forse tutto questo è stato chiaro agli occhi di Piccoli solo dopo essersi reso conto del suo sbaglio capendo dunque che le associazioni sono uno dei pilastri dell’essere una comunità». Ben mirato anche l’ultimo affondo del vicesindaco. «L’incoerenza e lo stato confusionale di Piccoli – conclude – stanno dunque anche nel fatto che confonde interesse pubblico e privato: quando parla di bene pubblico e guadagno privato, forse non ricorda che tutto l’incasso serve a finanziare attività rivolte proprio alla collettività». Gianpiero Bellucci

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