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Messaggero Veneto - domenica 8 novembre 2009
Crisi Gros Market, summit fra i sindaci
PRADAMANO. Per dare un aiuto e cercare uno sbocco lavorativo ai lavoratori del Gros market di Pradamano i sindaci fanno fronte comune. La chiusura del punto vendita all'ingrosso sulla strada regionale 56, nel Comune di Pradamano, è ormai una realtà, i trenta lavoratori resteranno a casa dal primo gennaio del prossimo anno. E oltre alla mobilità non restano altre speranze. Ma proprio per dare una soluzione alla situazione in cui queste trenta famiglie si verranno a trovare, il sindaco di Pradamano, Gabriele Pitassi ha deciso di convocare un incontro tra tutti i sindaci dei comuni interessati. Una tavola rotonda alla quale è stato invitato anche il vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive, Luca Ciriani, gli assessori provinciali, Franco Matiussi e Daniele Macorig e le parti sindacali. L'incontro è stata fissato per martedì alle 18 nella sala consiliare del municipio di Pradamano, in via Roma. «Tutti insieme – spiega il sindaco di Pradamano – cercheremo di trovare una soluzione per queste trenta famiglie che, se pur avranno a disposizione un periodo di tre anni di mobilità, vanno comunque aiutate». Un aiuto che secondo il sindaco di Pradamano si traduce in uno sbocco lavorativo, «e proprio per questo ci impegneremo tutti noi sindaci, con l'aiuto anche degli amministratori di Provincia e Regione, per far si che la mobilità sfoci il prima possibile in un reimpiego». Interessati a questa vicenda sono dunque i sindaci di Buttrio, Campoformido, Faedis, Manzano, Mortegliano, Pavia di Udine, Pozzuolo, Remanzacco, San Daniele, San Giovanni al Natisone e Udine. Ma a rivolgersi a tutti i sindaci dei comuni dove risiedono i lavoratori del Gros market e alle istituzioni provinciale e regionale è stata anche la Filcams Cgil che da tempo segue la vicenda. Una situazione che soprattutto negli ultimi tempi ha visto in prima linea il sindaco Pitassi. «Tutti i soggetti coinvolti sono stati già interpellati – fa sapere Pitassi – e la proprietà ha confermato che non c'è più spazio di mercato e che servirebbero circa quattro milioni di euro da investire per la ripresa e il rilancio dell'attività, soldi che però attualmente pare non ci siano». Gianpiero Bellucci