Comune di Pradamano (UD)

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Messaggero Veneto - sabato 11 aprile 2009


Contro il centro-sinistra correrà Piccoli

PRADAMANO. Una lista civica contro l’altra. La sfida elettorale a Pradamano sta per partire e di fronte al sindaco uscente, Gabriele Pitassi, la lista civica che si contrappone al gruppo di centro-sinistra ha scelto il nome di Leonardo Piccoli. Classe 1962, nato a Mereto di Tomba e residente a Pradamano da sette anni, titolare di un’agenzia immobiliare e presidente provinciale della Federazione degli agenti immobiliari, Piccoli è quasi un neofita della politica, solo un’esperienza molti anni fa tra il 1985 e il 1990 come consigliere comunale a San Giovanni al Natisone, tra i banchi della Dc. Nei prossimi giorni Piccoli sarà al centro di una serie di incontri con i cittadini, le categorie e alcuni partiti per un eventuale apparentamento che se avverrà, fa sapere il candidato, sarà solo dopo aver stabilito le linee programmatiche e la lista. Poi la sfida vera e propria partirà. Intanto i lavori per costituzione della lista civica, che potrebbe chiamarsi “Essere comunità”, continuano nella sede di vicolo della Viuzza. Per ora alla formazione della lista hanno preso parte tra gli altri anche il capogruppo di minoranza in consiglio comunale, Carlo Giacomello, l’indipendente Ercole Marson e il portavoce del gruppo Vittorio Zanon, esponente dell’Udc. Ma prima di questo “fidanzamento”, Piccoli spiega che altri contatti c’erano stati anche con la parte contro la quale ora è schierato. «Ho parlato con Pitassi e con la Menosso, ma con loro non c’erano le condizioni che io ritengo di libertà per esprimermi», commenta Piccoli. «La nostra idea di base è la partecipazione – spiega il candidato sindaco – e per questo mi aspettano dieci giorni densi di incontri. Solo dopo questo passo decideremo se accettare l’appoggio dei partiti dai quali sono stato già contattato». Partiti più probabilmente di area di centro-destra visto che il Pd già sostiene Pitassi. «Le nostre sfide sono due – annuncia Piccoli – una di carattere amministrativo sulle opere pubbliche, l’altra, invece, riguarda il pensiero di lavorare con la gente per il piacere di confrontarsi». Il paese, conclude Piccoli, «è cambiato, ma pare che non se ne siano accorti perché c’è un clima monopolistico e chiuso, senza dialogo anche con le amministrazioni vicine. L’attuale amministrazione ha messo al centro il territorio, noi ci mettiamo la gente». (g.bel.)

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