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Messaggero Veneto - sabato 17 ottobre 2009


Chiude il magazzino Gros market In trenta senza lavoro da fine anno

PRADAMANO. Si apre un nuovo fronte sulla linea della crisi economica in regione: sta per chiudere i battenti il Gros Market di Pradamano, riveditore all’ingrosso di generi alimentari, ortofrutta, accessori e prodotti per l’igiene. La direzione dell’azienda ha informato con un fax che a fine anno il magazzino cesserà l’attività e i 30 dipendenti verranno messi in mobilità. «Un fulmine a ciel sereno», commentano amari i lavoratori, facendo sapere che, se qualche segnale di difficoltà c’era, non più di tre mesi fa la direzione li aveva tuttavia rassicurati promettendo anzi degli interventi per rilanciare l’attività. «Questa azienda, attiva dai primi anni 80, è stato il primo Cash and carry in zona, nel tempo ha visto al lavoro anche anche 70-80 persone – sottolinea Roberto Nonino, della Filcams Cgil, in forza al personale della Gros Market –, poi c’è stato un progressivo ridimensionamento; tuttavia il punto in cui si è arrivati adesso è figlio sì della crisi, ma non solo. L’azienda infatti, in tutti questi anni non ha mai investito in questo punto vendita: non solo lo stabilimento è fatiscente, piove dentro e per tutto l’inverno scorso si è lavorato senza riscaldamento, ma noi stessi ci siamo fatti avanti proponendo iniziative per rilanciare l’azienda, per esempio allestendo il reparto pescheria, oppure recandoci noi nei negozi per presentare i nostri prodotti». «Non è frequente che siano gli stessi lavoratori a proporre a un’azienda ricette per uscire da una situazione d’impasse», incalza Cladio Caporale, segretario regionale della Filcams, nell’annunciare possibili azioni di contrasto: «Potremmo indire uno stato di agitazione o uno sciopero. Nelle motivazioni l’azienda parla di concorrenza, di crisi generalizzata e di cali di fatturato. Troviamo queste motivazioni non sostenibili. Oltretutto abbiamo appreso della decisione dopo aver telefonato per chiedere conto di alcune lettere di monito inviate dalla direzione a tre lavoratori». Al punto vendita, cui possono accedere solo persone in possesso di partita Iva, si riforniscono piccoli negozi, bar, ristoranti e comunità. È indubbio che il proliferare dei centri commerciali si ripercuote negativamente su realtà come questa, tuttavia dipendenti e forze sindacali ribadiscono che «pur nell’attuale situazione si registrano oltre 40 mila fatture l’anno». E per trenta dipendenti si apre ora un futuro a tinte fosche. «Molti di noi lavorano qui da 15 anni e anche di più – sottolinea Mauro De Marco dell’Rsa –, inutile aggiungere che tutti noi abbiamo famiglia (tra il personale c’è anche marito e moglie) e quello che più ci dispiace è che ci siamo spesi personalmente e ci siamo messi a disposizione della proprietà per migliorare la situazione. Non hanno voluto ascoltarci». Gros Market di Pradamano è uno dei 20 punti vendita – sparsi tra il Nord Italia e la Sardegna – del gruppo Lombardini con sede direzionale a Dalmine, in provincia di Bergamo. Ieri non è stato possibile avere la versione dei responsabili. «Il direttore è fuori – la laconica risposta della segretaria –, parlerà eventualmente lunedì». Paola Lenarduzzi

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