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Messaggero Veneto - sabato 3 ottobre 2009


Centro disabili e casa famiglia entro il 2010

PAVIA DI UDINE. Posata, ieri a Lovaria, la prima pietra della nuova sede della cooperativa sociale Il melograno onlus. Da qui a un anno, dunque, in via della Libertà, nascerà un centro diurno che potrà accogliere i disabili e, dopo poco, anche una casa famiglia che a pieno regime ospiterà quindici persone. Una grande casa della tradizione contadina, ceduta in comodato gratuito per 60 anni dalla Fondazione Muner De Giudici, accoglierà i ragazzi del Melograno. Due piani, per un totale di 600 metri quadrati, che – dopo la ristrutturazione – ospiteranno una sala da pranzo, una cucina, una sala per le riunioni, una lavanderia e sei camere da letto. Ma non solo, perché i ragazzi avranno a disposizione anche un giardino di 200 metri quadrati e un vigneto «dal quale – ha promesso il presidente della cooperativa, Giorgio Dannisi – produrremo il vino del Melograno». Un milione e mezzo di euro, il fondo stanziato dalla Regione per la ristrutturazione dello stabile «denaro però – ha confessato Dannisi – che non basterà ad attrezzare anche la zona notte della casa famiglia, ma mettendo insieme gli sforzi di tutti credo che questo sogno potrà realizzarsi in tempi brevi». E, ieri, alla cerimonia per la posa della prima pietra, c’erano le massime cariche delle amministrazioni locali, fra tutti l’assessore regionale alla sanità, Vladimir Kosic, si è detto «molto felice per la nascita della nuova struttura per due motivi: il primo è che con più responsabilità e più progettualità, condivise con gli enti locali, si possono fare cose insperate e per questo penso che il progetto Lovaria potrebbe diventare un modello. Il secondo punto che mi rende orgoglioso di partecipare a questa cerimonia, è che con questa nuova struttura verranno finalmente rispettati i diritti di tutti: i disabili chiedono partecipazione e coinvolgimento perché solo così ci si sente vivi». Clou della cerimonia la firma dei presenti posta sulla pergamena inserita per i posteri nella prima pietra e la benedizione impartita dal parroco don Edoardo Scubla, cui hanno preso parte l’assessore provinciale Adriano Piuzzi, la presidente della Fondazione Muner De Giudici, Annamaria Menosso, il sindaco di Pradamano, Gabriele Pitassi, il direttore generale dell’Azienda sanitaria 4, Giorgio Ros, l’assessore comunale di Udine Antonio Corrias, l’assessore regionale Elio De Anna e il consigliere Franco Iacop. Michela Zanutto

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