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Messaggero Veneto - venerdì 25 novembre 2011
Babylon, bancarotta dopo il fallimento: patteggiati 17 mesi
Nel febbraio del 2003, la dichiarazione del fallimento da parte del tribunale di Udine. Ieri, davanti al Gup dello stesso tribunale udinese, Paolo Lauteri, l’epilogo del procedimento giudiziario per bancarotta che ne era seguito, con l’applicazione della pena di un anno e cinque mesi, patteggiata tra il pm Raffaele Tito e il suo difensore, avvocato Federica Tosel. Si è chiusa così la lunga e tribolata storia del Babylon srl di Pradamano e del suo amministratore e socio di maggioranza, Alessandro Battista, 41 anni, di Udine. Tre le responsabilità contestategli dal magistrato. Innanzitutto, la tenuta delle scritture contabili: incompleta, frammentaria e tale da non rendere possibile - secondo la tesi accusatoria - la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari. E questo, sempre stando al capo d’imputazione, per l’occultamento di un gran numero di fatture, estratti conto bancari, incassi giornalieri e altri documenti contabili. Oltre che per l’assenza di un inventario fallimentare. Da qui, secondo il procuratore aggiunto, l’impossibilità di comprendere esattamente la commistione societaria o finanziaria con la Tortuga srl, con la Suburbia srl e con la Virtual Dream srl. Carte alla mano, la Procura ha così ipotizzato la distrazione, l’occultamento o comunque la dissipazione di una somma pari a 70 mila 282 euro. Nonchè dell’intera azienda. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, con contratto di affitto d’azienda del 24 agosto 2001, Battista avrebbe ceduto l’intera attività - compresi l’attrezzatura e il magazzino dati via gratuitamente - alla Virtual Dream srl, nella quale sarebbe stato anche personalmente interessato, per un corrispettivo che sarebbe risultato in realtà mai pagato. E tutto questo, a danno dei creditori della società dichiarata fallita, che in questo modo persero ogni possibilità di soddisfazione dei rispettivi crediti, mettendosi la Babylon nelle condizioni di non potere proseguire l’attività aziendale e, quindi, di pagare i debiti.