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Messaggero Veneto - martedì 5 agosto 2008


«Qui ci vuole un albergo, non un centro profughi»

PRADAMANO. «Ben venga un hotel a Pradamano, ma una struttura che funzioni come centro accoglienza profughi, proprio no». Il sindaco di Pradamano, Gabriele Pitassi ribadisce la sua contrarietà a un’ipotesi di convenzione tra la società proprietaria del Cityhotel e l’Ente friulano di assistenza (Efa), sottolineando però la necessità di una struttura alberghiera in paese, a condizione, però, che venga utilizzata come un vero e proprio albergo. Dopo le giornate convulse del fine settimana scorsa, quando si era sparsa la voce dell’arrivo di un centinaio di profughi a Pradamano in seguito agli sbarchi sull’isola di Lampedusa, a bocce ferme il sindaco Pitassi interviene per chiarire che «la struttura può essere tranquillamente utilizzata come hotel, anzi è proprio quello di cui Pradamano avrebbe bisogno in questo momento di crescita commerciale che la zona della statale 56 sta attraversando». E se da un lato conferma la necessità di una struttura del genere, dall’altra non risparmia un commento critico sull’intervento programmato dall’Ente friulano di assistenza in collaborazione con altri enti. «Non mi è piaciuto affatto – lamenta Pitassi – come quasi tutti i soggetti coinvolti, sia a livello locale sia a livello romano, si sono comportati. La miglior cosa sono gli accordi preliminari dove si decidono le cose insieme. Non, invece, le decisioni prese all’ultimo momento. Non è questo il modo di fare». «La Curia – continua il primo cittadino di Pradamano – in tutto ciò non centra nulla e nemmeno l’hotel. Tutto è partito da don Fabbro che attraverso l’ente di cui è presidente, l’Efa, si è subito interessato a trasferire i profughi. Noi – ribadisce ancora Pitassi – non siamo contrari all’accoglienza, ma in questo modo, come ha fatto don Fabbro insieme ad altri soggetti, non è accettabile. L’unico corretto in questo contesto è stato il prefetto di Udine, Ivo Salemme». Quanto alla struttura alberghiera, di proprietà di una società veneta, fa sapere ancora il sindaco Pitassi che il suo avvio potrebbe essere imminente: «Le autorizzazioni e i permessi necessari per esercitare l’attività sono arrivati in Comune circa un paio di mesi fa – spiega Pitassi – e ora è quasi tutto pronto per l’apertura che per quanto ci riguarda potrebbe avvenire anche entro pochi giorni. All’interno dello stabile sono già presenti tutti i mobili e l’arredo necessario. Inoltre, anche dal punto di vista delle autorizzazioni non ci sono problemi. Ben venga, dunque, un’attività del genere – conclude Pitassi – che sia ovviamente destinata a essere un hotel e mi auguro a non altro».Gianpiero Bellucci

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