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Messaggero Veneto - venerdì 18 dicembre 2009


«Eravamo colleghi siamo diventati amici»

Ecco il testo integrale della lettera che un collega della Gros market ha indirizzato a nome di tutti i lavoratori ai quattro “irriducibili” rimasti sei giorni sul tetto dell’azienda. * * * A volte le parole non escono dalla bocca e quindi ci si affida a carta e penna per farle arrivare a chi vuoi. Questa lettera è indirizzata a quattro colleghi che con il loro gesto di protesta, clamorosa per certi versi. hanno smosso la coscienza di tanta gente, hanno attirato l’attenzione di una regione, hanno dimostrato che si può lottare per il diritto di lavorare, facendo partecipi anche una catena di solidarietà da parte della gente comune e di coloro che passavano davanti alla Gros market. Il 15 ottobre con un fax è iniziato il nostro incubo. Sono seguiti giorni di rabbia, di delusione, di amarezza, di nervi tesi, di celata disperazione. Tornare a casa e sentirsi in colpa verso i propri cari, per un licenziamento immotivato, dopo tanti anni di lavoro, impiegno, sacrifici, a scapito di noi stessi, dei nostri figli, delle nostre famiglie. Siamo andati a manifestare a Trieste, a Roma... Siamo entrati in un mondo, almeno per me, che non era mai stato il mio, rimanendo colpito dalla partecipazione, dalla solidarietà di tanti vostri compagni. Ci siamo uniti, magari con condividendo in tutto le vostre scelte, come nel caso di salire sul tetto, costruendo una scalinata, traballante, di bancali, una scaletta su una tettoia vecchia e arrugginita e legata con una corda... La possibilità di farsi del male... Il clima che si stava mettendo al brutto, col rischio di ammalarsi per il freddo., dormire all’addiaccio, dentro una tenta, a tutte quelle condizioni sfavorevoli di una vita da barricati sul tetto. Ho sentito il dovere, la voglia di rendermi utile, e con me tanti altri nostri colleghi pronti a darvi il nostro supporto, cercando di alleviare i vostri disagi, per farvi senrire la nostra presenza. Prepararvi il caffè, il the, farvi avere le brioches alla mattina, ingengarci i pranzi e le cene. una prolunga elettrica e una cassetta del latte usate come montacarichi. È stato poco, lo so e lo sappiamo tutti noi del presidio a terra... Avevamo il fuoco, il gazebo caldo, il riparo dalla bora. Voi... una tenda, materassini... cchi a pelo... vento freddo... La paura che potesse succedere qualcosa a qualcuno di voi era tanta. E poi non scorderò mai lo sguardo dei vostri familiari che venivano a trovarvi, alla ricerca di notizie, il bisogno di incrociare il vostro sguardo... E voi nel trovare lo sguardo di un bambino, di un figlio, di una moglie, di un genitore... Sensazioni, emozioni, indescrivibili... Ora siete tornati tra noi, abbandonando il tetto della Gros market, a voi va il nostro “Grazie”. L’abbraccio che ci siamo scambiati, la commozione che ha colpito tutti noi, vale molto di più di qualsiasi parola. «Eravamo colleghi, siamo diventati amici» ha detto Luca. Già, ci siamo uniti, sentiti vicini, corretti, proprio ora che la chiusura della Gros market ci dividerà... Dovremo trovarci un nuovo lavoro... conosceremo nuovi colleghi. Ma tutto quello che questa esperienza ha lasciato dentro di noi non verrà mai cancellato, nessuno potrà farlo, resterà indelebile in tutti noi. La consapevolezza di avere avuto ilprivilegio di conoscere e lavorare insieme a voi e a tutti gli altri colleghi, sempre presenti in questi giorni anche scontrandoci, lo abbiamo capito in questi giorni interminabili e difficili. Abbiamo camminato insieme a testa alta, e non come qualcuno che sorrideva a testa bassa. Volevano toglierci la nostra dignità, ma non ci sono riusciti. A voi tutti, a noi tutti lavoratori della Grosmarket di Pradamano l’augurio di ricominciare, di riprendere in mano le nostre vite, di trovare un lavoro e con esso le soddisfazioni che ci meritiamo, di continuare a credere in quel che facciamo, e la speranza di non perderci di vista... Grazie a tutti quelli che ci hanno creduto e a quelli che si son persi. Grazie di cuore. Damiano

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