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Messaggero Veneto - domenica 3 agosto 2008
«Che errore portarli nel nostro comune»
«Predisporre in poche ore un centro di accoglienza profughi in un paesino di tre mila abitanti e a ridosso di cinema e supermercati sarebbe stato un errore. Una scelta di questo genere, di sicuro, avrebbe avuto rilevanti ripercussioni negative. Soprattutto sulle attività commerciali che già non stanno attraversando un buon periodo». Non ha dubbi il sindaco di Pradamano, Gabriele Pitassi, che ha manifestato la sua contrarietà sin dall’inizio. Sin da quando, intorno alle 17.30 di venerdì, ha ricevuto una telefonata proveniente dal ministero degli Interni. Una telefonata con la quale il capo dipartimento libertà civili e immigrazione, prefetto Mario Morcone, lo informava dell’imminente arrivo di un gruppo di stranieri in attesa di ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato politico. Il Governo pensava di poter trasferire da Lampedusa – dove il Cpa, centro di prima accoglienza ormai al collasso per i continui sbarchi di clandestini – cento persone che sarebbero dovute arrivare già oggi con un volo charter. Il numero di stranieri sarebbe poi potuto aumentare, eventualmente, fino a duecento. Il primo cittadino di Pradamano, ovviamente, è stato colto di sorpresa, ma ha subito preso contatti con i vertici dell’amministrazione regionale per evidenziare tutte le criticità che si sarebbero potute presentare nel caso in cui il Cityhotel fosse stato davvero trasformato in un punto di accoglienza.